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Le pagine di Poh  
22 Delirio quantistico autocosciente 695
21 Ossimoro e antiossimoro 483
20 Uscire dal sistema 563
19 Dialogo verso l’alto 519
18 Uccidere il maestro 507
17 Il sapiente e lo stolto 468
16 Vieni avanti cretino! 462
15 Un altro mondo possibile 451
14 La stoffa di Poh 459
13 Il signore della verità 472
12 Bellezza interiore 483
11 Verso la consapevolezza 792
10 La bellezza secondo Arturo 465
9 Il club dei "non" 450
8 Tutti i colori della Verità 503
7 Evoluzione 441
6 L'io e l'altro 453
5 Dio perdona l’infinito no 697
4 Acentrica relatività 480
3 Se potessi ti direi 479
2 Il terzo braccio 483
1 Il labirinto dell’io penso 557
Letture totali Poh: 11361
Istogramma delle letture
22: Delirio quantistico autocosciente

Il pensiero consapevole, come la meccanica quantistica, ha un suo principio d’indeterminazione.

Infatti il cervello, nei momenti di autocoscienza, è costretto a diventare oggetto e soggetto al tempo stesso, la conoscenza di sé non può mai essere completa perché c’è sempre una parte che, dovendo essere osservante, sfugge all’osservazione.
La complementarità fra osservatore e osservante nella stessa persona è simile a alla complementarità fra posizione e quantità di moto o tempo e energia in fisica.

Quindi, come una particella quantistica ha una funzione d’onda che oscilla in un certo modo e collassa in un autovalore (non necessariamente sempre lo stesso) ogni volta che la osserviamo, così il nostro cervello oscilla in molti stati possibili e collassa in uno stato preciso ogni volta che, di fronte ad un problema, è costretto ad agire, oppure collassa in una frase ogni volta che è costretto, per volontà propria o altrui, a rispondere ad un quesito.

La fede è un autostato di questo tipo e coinvolge gli strati più profondi e più stabili del pensiero.

La consapevolezza “che la fede è un autostato di qualcosa di più vivo e a me sconosciuto che negli istanti di consapevolezza collassa in uno stato definito” è ciò che chiamo non-fede.

Tutto ciò io credo in questo momento. Non so ciò che crederò domani, ma penso che, se non interverranno pesanti fattori esterni di conoscenza, sarà un autostato di una funzione d’onda vicina a quella che ha prodotto il pensiero di oggi (in questo senso si può parlare di coerenza).


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