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Le pagine di Poh  
22 Delirio quantistico autocosciente 787
21 Ossimoro e antiossimoro 529
20 Uscire dal sistema 615
19 Dialogo verso l’alto 571
18 Uccidere il maestro 554
17 Il sapiente e lo stolto 516
16 Vieni avanti cretino! 522
15 Un altro mondo possibile 501
14 La stoffa di Poh 511
13 Il signore della verità 526
12 Bellezza interiore 534
11 Verso la consapevolezza 892
10 La bellezza secondo Arturo 514
9 Il club dei "non" 502
8 Tutti i colori della Verità 558
7 Evoluzione 488
6 L'io e l'altro 504
5 Dio perdona l’infinito no 785
4 Acentrica relatività 535
3 Se potessi ti direi 535
2 Il terzo braccio 534
1 Il labirinto dell’io penso 601
Letture totali Poh: 12613
Istogramma delle letture
22: Delirio quantistico autocosciente

Il pensiero consapevole, come la meccanica quantistica, ha un suo principio d’indeterminazione.

Infatti il cervello, nei momenti di autocoscienza, è costretto a diventare oggetto e soggetto al tempo stesso, la conoscenza di sé non può mai essere completa perché c’è sempre una parte che, dovendo essere osservante, sfugge all’osservazione.
La complementarità fra osservatore e osservante nella stessa persona è simile a alla complementarità fra posizione e quantità di moto o tempo e energia in fisica.

Quindi, come una particella quantistica ha una funzione d’onda che oscilla in un certo modo e collassa in un autovalore (non necessariamente sempre lo stesso) ogni volta che la osserviamo, così il nostro cervello oscilla in molti stati possibili e collassa in uno stato preciso ogni volta che, di fronte ad un problema, è costretto ad agire, oppure collassa in una frase ogni volta che è costretto, per volontà propria o altrui, a rispondere ad un quesito.

La fede è un autostato di questo tipo e coinvolge gli strati più profondi e più stabili del pensiero.

La consapevolezza “che la fede è un autostato di qualcosa di più vivo e a me sconosciuto che negli istanti di consapevolezza collassa in uno stato definito” è ciò che chiamo non-fede.

Tutto ciò io credo in questo momento. Non so ciò che crederò domani, ma penso che, se non interverranno pesanti fattori esterni di conoscenza, sarà un autostato di una funzione d’onda vicina a quella che ha prodotto il pensiero di oggi (in questo senso si può parlare di coerenza).


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