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Le pagine di Poh  
22 Delirio quantistico autocosciente 677
21 Ossimoro e antiossimoro 476
20 Uscire dal sistema 554
19 Dialogo verso l’alto 513
18 Uccidere il maestro 501
17 Il sapiente e lo stolto 461
16 Vieni avanti cretino! 454
15 Un altro mondo possibile 443
14 La stoffa di Poh 452
13 Il signore della verità 466
12 Bellezza interiore 477
11 Verso la consapevolezza 770
10 La bellezza secondo Arturo 459
9 Il club dei "non" 442
8 Tutti i colori della Verità 494
7 Evoluzione 433
6 L'io e l'altro 447
5 Dio perdona l’infinito no 677
4 Acentrica relatività 473
3 Se potessi ti direi 473
2 Il terzo braccio 476
1 Il labirinto dell’io penso 550
Letture totali Poh: 11167
Istogramma delle letture
8: Tutti i colori della Verità

Io sento che deve esistere una Verità — disse Due — altrimenti nulla avrebbe più senso, non per niente la logica si basa sui concetti di vero e falso e che cosa è più ragionevole della logica? Per la stessa ragione Gödel, proprio a partire dalla logica, è riuscito a dimostrare l’esistenza di Dio. —

— Che ci sia una Verità lo credo anch’io — intervenne Tre — dubito però che abbia la caratteristica bipolare come tu lasci intendere. —

— Che altro si può pensare — replicò Due — su che cosa possiamo fondare l’etica, se non sulla logica, come ragioni quando devi decidere se mettere o no un semaforo ad un certo incrocio e che tipo di semaforo mettere? —

— Giusto i semafori — disse Tre trionfante — perché i semafori hanno “tre” colori? Se dovessimo applicare la tua logica dovrebbero averne soltanto “due”, ma, come vedi, non c’è solo il rosso (fermo = falso) e il verde (passa = vero), ma c’è anche il giallo (attendi = …)

— Attendi uguale a cosa? — continuò Due, con un sorriso ironico — Vedi che appena esci dalla logica bipolare, non riesci più nemmeno a parlare? La Verità è che il nostro mondo è immerso in questa logica, la nostra mente è formata in questo modo, ci è stato dato il libero arbitrio perché possiamo scegliere fra le “uniche” due possibili alternative: il vero o il falso, il bene o il male, la luce o la tenebra: perché possiamo compiere questa scelta fondamentale e meritare il paradiso o l’inferno, per l’eternità. —

— Già luce o tenebra — disse Tre — ma se proprio la luce è la dimostrazione che la realtà è triale! Ormai tutti sappiamo che i colori possibili, “tutti il colori della Verità”, possono essere composti a partire da tre fondamentali, possiamo dargli i nomi che vogliamo, possiamo addirittura scegliere fra varie possibilità, ma devono essere sempre tre. Prova a pensarci bene, supponiamo di aver scelto il rosso, il giallo e il blu, con la tua logica si potrebbe ridurre tutto a due, per esempio ponendo il rosso uguale falso (come nel semaforo di prima) e il verde, suo contrario, uguale a vero, ma la verità sarebbe “falsa”, forse è meglio dire cieca, perché non riuscirebbe a distinguere, nel verde, il giallo dal blu. Capisci cosa voglio dire? Il Dio definito da Gödel, in base alla sua logica dualistica non saprebbe distinguere il giallo dal blu. A considerare la Verità una, anzi mezza (metà del dualismo vero falso) si diventa daltonici! —

— Cosa avete contro i daltonici — intervenne Uno, che era stato zitto fino a quel momento – credete forse che i daltonici non riescano a riconoscere la Verità? Io sono daltonico e sono convinto che è proprio questa caratteristica a permettermi di distinguere la “Verità”, quella vera, da quelle, illusorie, che chiamate rosso, giallo, blu, verde, ecc.. E sì, caro Tre, perché la distinzione fondamentale è luce o buio, non rosso o verde, se tu fossi daltonico sapresti che, noi non distinguiamo i colori per niente, e non tanto il rosso dal verde o il giallo dal blu (qualsiasi cosa tutto ciò voglia dire). —

— Non ho niente contro i daltonici, ovviamente, — rispose Tre — ma dubito che esserlo sia un vantaggio: ammetterai che, quando vi trovate di fronte ad un semaforo, avete qualche problema per decidere se passare o meno. —

— Capisco che per voi cromatici sia difficile astrarre, — ribattè Uno — è la vostra facilità a vedere fisicamente che vi ha resi, ciechi, anzi daltonici alla vista intellettuale. Non ti rendi conto che i semafori sono stati inventati da un cromatico, per i cromatici? E i daltonici? I daltonici non possono guidare, facile la soluzione di un cromatico! Basterebbe mascherare il rosso con un cerchio, il giallo con un triangolo e il verde con un quadrato! Ma ti voglio fare una proposta, per farti vedere quanto la nostra vista sia più “lunga” di quello che normalmente s’immagina. Perché non facciamo semafori a luce pulsante? Per esempio tre pulsazioni al secondo per fermarsi, quattro per aspettare e cinque per passare. —

— Bravo, — disse Tre al colmo dello sdegno — e chi riesce a riconoscere le tre pulsazioni al secondo dalle quattro e dalle cinque? —

— Io, — rispose Uno con un largo sorriso — è da una vita che le chiamo «rosso», «giallo» e «verde». —

— Bravo Uno, bel colpo, — disse Zero, che, fino a quel momento, era rimasto ad ascoltare — spero però che a questo punto ti renderai conto della conseguenza estrema del tuo ragionamento: la Verità è tanto più vera, quanto meno è tangibile, quanto più è astratta. In questo senso, noi ciechi siamo i veri privilegiati, perché la nostra condizione ci permette di liberarci anche dell’ultimo “residuo logico”: il dualismo luce—ombra. Noi non viviamo nel buio, come credono i vedenti, noi viviamo nella Verità. —


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