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Le pagine di Stilo  
33 Dialogo sulla salvezza 440
32 4. L'uomo oggetto 387
31 3. So mi (Lucia) 377
30 2. La moglie (Anna) 375
29 0. Fare filò (il contesto) 415
28 1. La notte dei ricordi (Francesco) 402
27 Alì non capisce 459
26 Barbarie e Civiltà 474
25 Accontentato 484
24 Guardare la luna 470
23 Il profumo del vigneto 480
22 Diversi da noi 462
21 L'abisso e la legge 439
20 Volare 669
19 Gioco a tre 724
18 La stecca 553
17 Il carnevale di Venezia 665
16 L'investigatore 433
15 Leggero, leggero 454
14 Il barbone 489
13 Il primo distacco 572
12 Graffiti 1017
11 Le due gemelle 475
10 L'aquila e la talpa 488
9 Un dio buono 453
8 Le due sorelle 704
7 Una giornata normale 509
6 Mente la mente? 646
5 Push e pop 459
4 Se potessi ti direi 554
3 Resurrezione 500
2 Momento educativo 505
1 Il mondo di Möbius 532
Letture totali Stilo: 17064
Istogramma delle letture
20: Volare

Bene, andiamo: apri le ali e battile con forza.
Ora! su!
Hai visto? E’ più facile di quel che pensavi. Attenta, lo senti questo leggero calore sull’ala sinistra? E’ una corrente ascensionale. Piega leggermente da quella parte e vola in ampi giri: l’aria ci porterà su senza fatica.
Ecco, ci siamo, ora ti posso dire perché ti ho portata fin qua: io sono malato.
No, no, niente di preoccupante è solo un po’ pericoloso, specialmente per noi uccelli.
Sì, ho consultato un medico, anzi ho consultato tutti i più grandi luminari dell’ornitologia, ma nessuno ha capito che cosa sia.
Poi un vecchio filosofo, che ha assistito ad una delle mie crisi, mi ha dato il suo giudizio.
Oh, niente di grave, come ti ho già detto, ma ogni tanto, nei momenti cruciali, quando perdo la fiducia persino nelle mie ali, ho bisogno di un’iniezione di sicurezza, di fede.
Il sintomo è molto chiaro: mi vedrai scendere in picchiata senza una ragione apparente, le ali inerti. Tu dovrai rincorrermi e ricordarmi che sono un uccello: tutto qui.
Ora però non pensiamoci più e gustiamoci il panorama: lo vedi quel grande serpente verdazzurro che si snoda sinuoso fra le colline, fino a valle? E’ un fiume.
Guarda, vicino ad esso c’è una linea grigia percorsa da lunghe code di piccole scatole di metallo: quelle scatole hanno fatto prigionieri gli uomini.
Anzi no, sono gli uomini stessi che vi si rinchiudono: vanno su e giù, ogni tanto si fermano, poi riprendono, senza meta.
Una volta gli uomini correvano per i prati, giocavano, ridevano, era bello vederli. Ora si mettono in… scatola: quelli che sono al mare vanno in montagna e quelli che sono in montagna vanno al mare, si fermano cinque minuti, scendono un attimo senza allontanarsi troppo e poi ritornano.
Come? Cosa ha detto quel filosofo?
Oh, niente, niente.
Ah sei proprio curiosa! Bene mi ha detto che sono stato infettato dal dubbio e che presto diventerò un filosofo anch’io.
Beh, non è poi tanto male essere dei filosofi: si perdono le ali, ma ne crescono altre e si può volare lo stesso.

Sì, sì, di questo sono sicuro: noi stiamo volando con quelle.


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