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Le pagine di Stilo  
33 Dialogo sulla salvezza 428
32 4. L'uomo oggetto 375
31 3. So mi (Lucia) 361
30 2. La moglie (Anna) 363
29 0. Fare filò (il contesto) 401
28 1. La notte dei ricordi (Francesco) 385
27 Alì non capisce 448
26 Barbarie e Civiltà 459
25 Accontentato 474
24 Guardare la luna 459
23 Il profumo del vigneto 468
22 Diversi da noi 450
21 L'abisso e la legge 428
20 Volare 651
19 Gioco a tre 706
18 La stecca 536
17 Il carnevale di Venezia 653
16 L'investigatore 421
15 Leggero, leggero 440
14 Il barbone 477
13 Il primo distacco 562
12 Graffiti 980
11 Le due gemelle 463
10 L'aquila e la talpa 477
9 Un dio buono 443
8 Le due sorelle 679
7 Una giornata normale 497
6 Mente la mente? 632
5 Push e pop 445
4 Se potessi ti direi 540
3 Resurrezione 489
2 Momento educativo 492
1 Il mondo di Möbius 518
Letture totali Stilo: 16599
Istogramma delle letture
8: Le due sorelle

Le vidi quasi per caso: una seduta in fondo al negozio, l'altra in piedi, dietro il bancone, mentre parlava con un cliente.

Ne fui folgorato.

Rimasi abbagliato, indifeso, senza capire che cosa mi attraesse con tanta violenza.

Non erano semplicemente belle: nei loro occhi, nel sorriso, nella forma perfetta del volto… no, era qualcosa d'indefinito, forse una luce, un roseo chiarore proveniente dalla morbidezza vellutata della pelle… niente, non riuscivo a trovare le parole per descriverle.

Il sentimento che provavo era così invadente, assoluto che mi toglieva ogni capacità di critica,: potevo solo guardare. Guardare e basta.

Quando mi riebbi, finsi di essere interessato alla merce esposta, rimasi immobile, con gli occhi rivolti agli ombrelli, alle valigie, gettando timidamente qualche sguardo ora sull'una, ora sull'altra, combattuto fra la voglia di prolungare l'estasi e la paura di essere scoperto in quello stato di completa prostrazione; poi il coraggio mi venne meno e me n'andai.

In seguito, spesso, durante le mie passeggiate, cercavo di passare davanti al negozio e, sempre, fingendo di guardare gli ombrelli o le valigie, restavo a lungo in ammirazione.

La cosa si ripeté molte volte durante i giorni, i mesi che seguirono, finché mi abituai a superare lo shock: la loro bellezza mi parve sempre più normale e cominciai a diradare le visite.

Ogni tanto, per caso, tornavo a passare da quelle parti e guardavo, meno timidamente, le due belle donne: non c'era più l'intensa emozione delle prime volte, ma provavo, o desideravo provare ancora un certo piacere.

Poi, un giorno, preso da altri pensieri, passai senza fermarmi e così le volte successive, finché dimenticai.

Molti anni più tardi, mi fermai davanti alla vetrina, avevo bisogno di un ombrello, le vidi, ricordai.

Ormai invecchiate, il volto stanco e senza traccia dell'antica bellezza, era diventato amaro, triste. Le guardai interdetto, nello stesso atteggiamento del passato, ma con ben altri sentimenti. Una di loro, quella che sembrava più giovane, mi vide e cercò nella memoria qualcosa… qualcosa che non trovò.

Venne sulla soglia e mi guardò con aria interrogativa.

Sorridendo imbarazzato dissi: - Forse stasera pioverà, - poi, indicando un ombrello - prendo quello. -

Lei rimase interdetta, si aspettava altro, ma non sapeva cosa. Senza perdere l'espressione incerta mi precedette all'interno, prese l'ombrello e me lo porse; pagai e uscii.

Aveva cominciato a piovere, rimasi un attimo sulla soglia per aprire l'ombrello e udii un frammento di dialogo:

- Un signore distinto. - disse una,

- … eppure mi ricorda qualcosa. - rispose l'altra.

Mi allontanai sotto una pioggia sottile e silenziosa, una dolce tristezza mi avvolse e mi accompagnò sulla via di casa.



Padova 2002-03-10

Gianfranco Novo


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