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Le pagine di Stilo  
33 Dialogo sulla salvezza 420
32 4. L'uomo oggetto 366
31 3. So mi (Lucia) 351
30 2. La moglie (Anna) 353
29 0. Fare filò (il contesto) 389
28 1. La notte dei ricordi (Francesco) 377
27 Alì non capisce 442
26 Barbarie e Civiltà 451
25 Accontentato 463
24 Guardare la luna 448
23 Il profumo del vigneto 457
22 Diversi da noi 441
21 L'abisso e la legge 418
20 Volare 630
19 Gioco a tre 679
18 La stecca 523
17 Il carnevale di Venezia 642
16 L'investigatore 412
15 Leggero, leggero 430
14 Il barbone 467
13 Il primo distacco 550
12 Graffiti 935
11 Le due gemelle 454
10 L'aquila e la talpa 466
9 Un dio buono 434
8 Le due sorelle 658
7 Una giornata normale 487
6 Mente la mente? 621
5 Push e pop 433
4 Se potessi ti direi 526
3 Resurrezione 479
2 Momento educativo 481
1 Il mondo di Möbius 509
Letture totali Stilo: 16191
Istogramma delle letture
4: Se potessi ti direi

Non so ha senso parlare, ma se potessi farlo ti direi:

«Forse non ho capito io o forse non sono stato sufficientemente chiaro.
Quando dici che è sbagliato separare per comprendere e che le due operazioni vanno unite in un unico istante (se è questo il tuo pensiero), togli agli altri (a me dicendomi “non puoi comprendere”) ma anche a te stesso, la possibilità di parlare.
La parola è possibile soltanto attraverso la separazione: quando nomini un oggetto o una persona, esprimi un pensiero o un sentimento o descrivi un’azione, non fai altro che “separare” (e congelare il momento della separazione prima dell’ “unione”) l’oggetto, la persona (compreso te stesso) il pensiero, il sentimento, l’azione, dal Tutto.
La nostra parola è separazione in attesa dell’unione, della comprensione: niente separazione, niente parola.
Non cerco di ridicolizzare la tua filosofia, anzi ritengo che sia “giusta”, ma essa conduce al silenzio: un silenzio pieno di consapevolezza, ma sempre silenzio.
L’empasse a cui arrivi (secondo quanto ne capisco io) è simile a quella del pensiero zen (che mi affascina), infatti i maestri zen usano la parola in modo ironico: privandola dal suo fondamento nel momento stesso in cui la pronunciano.»

Tutto questo ti direi se avesse senso parlare.

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