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| Una telefonata sbagliata |
In Questura
Qualche giorno dopo Stefano telefona a Franco e insieme decidono di andare dalla polizia. Il poliziotto addetto alle informazioni dice loro che il caso è affidato al commissario Carati, fa una telefonata e poi:
— Lungo quel corridoio, troverete una targhetta con scritto “Commissario Mario Carati”, bussate, vi riceverà, l'ho già avvisato.
Li riceve un uomo giovane, gentile e disponibile:
— Allo stato dei fatti non ho molte notizie, l'omicidio sembra occasionale, scaturito da una lite nata per futili motivi. Sembra che suo fratello abbia guardato con troppa insistenza una signora, moglie di un ricco petroliere arabo. La guardia del corpo ha reagito e nella confusione qualcuno ha sparato... le conseguenze le conosciamo.
Stefano dice al commissario della storia di Franco, il quale, di malavoglia, racconta ciò che ha visto. Il commissario rimane scettico, ma risponde gentilmente:
— Lei capirà, signor Newman, non posso dare troppo peso alla sua storia.
— No, no, ha ragione, il problema è tutto mio. Ora che ho fatto il mio dovere e dopo che lei l'ha riportato alle sue giuste proporzioni, mi sento meglio, non pensiamoci più.
— Bene, allora signori, lasciate al poliziotto di guardia i vostri numeri telefonici, e appena avrò notizie rilevanti ve le comunicherò, anzi le comunicherò al signor Delmonte che, come fratello della vittima, ha diritto di sapere.
Spesso le storie irreali hanno spiegazioni semplici, qualche volta indotte dalla suggestione, qualche volta da un cattivo paio di occhiali... lei non si offenderà...
Una telefonata sbagliata
Il giorno dopo Franco riceve una strana telefonata:
- Pronto.
- Pronto, parla Mario Carati, volevo comunicarle gli ultimi sviluppi delle mie indagini: mi sto convincendo che suo fratello abbia cercato volontariamente di sfidare la guardia del corpo, come se si divertisse a giocare col pericolo.
- Suo fratello? Ah, guardi che si è sbagliato, io non sono Stefano Delmonte, sono l'amico che è venuto al commissariato insieme a Stefano.
- Ah, allora la guardia ha confuso i numeri di telefono, comunque avrei piacere di parlare anche con lei, posso venire a casa sua nel pomeriggio, verso le diciannove?
- Certo, però temo di non esserle molto di aiuto, quello che le ho detto ieri è tutto quello che so e, come ha potuto constatare, è anche un po' confuso.
- Il fatto è che il suo racconto non è l'unica cosa strana di questo caso, così vorrei cercare di associarlo a qualche altra situazione anomala.
- Va bene, venga pure l'aspetterò.
- La ringrazio, arrivederci.
- Arrivederci.
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