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| L'aquila e la talpa |
Un giorno un'aquila, che si stava gustando il piacere di un meraviglioso volo, vide, giù nella valle, una talpa spuntare dalla sua tana e si disse: come deve essere triste essere una talpa! Sempre al buio, in mezzo alla terra, soffocata, senz'aria. Oggi mi sento magnanima e la voglio aiutare, le farò vedere che cosa si prova ad essere un'aquila.
Così planò verso la talpa e con gentilezza e pazienza riuscì ad avere la sua fiducia, poi le fece una proposta: - Se vuoi, ti prendo con le mie zampe e ti porto a fare un volo, avrai sensazioni meravigliose, che non hai mai provato in vita tua; però ti avverto, dopo questo volo, non sarai più la stessa di prima. -
La talpa accettò: si lasciò prendere e portare in alto.
L'aquila, in quell'occasione, diede fondo a tutte le sue capacità , e si stupì, lei stessa, di quanto fosse bello essere un'aquila!
E mentre, sotto di lei, la talpa agitava le sue tozze e robuste zampe, pensava:
- Agita, agita, ma quelle cose lì non ti serviranno mai a volare!
Al ritorno dal viaggio l'aquila era felice, trionfante, depositò la talpa per terra e le disse:
- Allora che t'è sembrato? Non hai provato nuove, stupende sensazioni?
E la talpa:
- Sì, bello, bello però... -
- Però cosa? - Chiese l'aquila.
- Però è sbagliato essere un'aquila - e tornò nella sua tana.
Padova, 22/10/2000 Gianfranco Novo
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