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| Laura, una sorpresa per Franco |
È stata una giornata faticosa ma produttiva. Franco, tornato a casa, si sta facendo la doccia. Non ha ancora finito che sente suonare il campanello.
Chi sarà a quest'ora?
Infila l'accappatoio e le ciabatte e va ad aprire la porta: è Laura!
— Ciao, passavo da queste parti e ho provato a suonare.
— Ah, sì… scusa stavo facendo la doccia…
— Mi fai entrare?
— Certo, certo, vieni, dammi il tempo di vestirmi.
Mentre Franco si veste Laura osserva l'appartamento: sembra piccolo, la cucina abitabile fa anche da soggiorno. È una casa del passato, ma deve essere perfetta per una persona sola.
Intanto Franco ritorna vestito:
— Accomodati, posso offrirti qualcosa?
— Hai qualcosa da mangiare?
— Da mangiare? Non so, devo guardare nel frigo.
— Aspetta, guardo io. — Laura è perfettamente a suo agio, si muove come in casa propria.
… — Franco la guarda stupito, non sa che dire, lascia che faccia lei.
— Dunque, eh! Quanti formaggi! Poi ci sono arance e vino, quanto basta per una cena leggera, hai pane?
— Sì, sì, guarda lì nella dispensa.
— Va bene, tu apri il vino, il resto lo faccio io.
La cena è tranquilla. Nell'animo di Franco c'è un tumulto di sentimenti che non arriva ad esprimersi in nessun modo, merito o colpa di Laura che continua a tenere un tono leggero, come se si conoscessero da anni.
Poi Laura si alza e porge la mano a Franco e… a quel punto il tempo si ferma.
Quando il tempo riprende rimane un letto sfatto e due arance mezze sbucciate.
È mattina ed entrambi devono andare al lavoro.
Laura se ne va lasciando un vuoto di stupore. Franco deve fare una decina di metri per andare in un altro appartamento adibito a sede della sua piccola casa editrice.
Dopo un po’ Franco riceve un vecchio signore che si illude di aver scritto un libro. Il libro, pur di argomento diverso, ha caratteristiche molto simili a quelle del suo.
È proprio da quella similitudine che Franco capisce che anche quello che sta scrivendo lui non interesserà nessuno.
In altre occasioni avrebbe avuto una forte delusione, ma in quel momento, dopo aver conosciuto l'uragano Laura, molte cose avevano assunto una dimensione diversa: erano diventate meno importanti.
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