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| Erano tutti giovani |
Al funerale i due amici rimangono un po' defilati, si sentono degli intrusi e cercano di evitare di essere notati; tuttavia Ermanno ha messo un abito blu notte, elegante e leggero, non certo il massimo per passare inosservati (pensa Franco).
Durante la messa, Franco cerca di vedere Stefano Delmonte sui banchi dei parenti stretti. Lo ricordava alto e magro, un po' curvo a causa delle lunghe ore passate sui libri. In effetti vede una figura di quel tipo, ma di spalle e non riesce a identificarlo con certezza.
Soltanto alla fine della cerimonia, quando il feretro viene portato fuori, lo vede di faccia: è un po' invecchiato, ma la somiglianza col giovane fratello è impressionante.
Al ritorno, mentre i due amici percorrono il tratto comune di strada, Franco rompe il silenzio:
— Hai notato una cosa?
— Cosa?
— Erano tutti giovani.
— Tutti giovani chi? Cosa intendi?
— I partecipanti al funerale, erano tutti giovani!
— Be', è logico no? Saranno stati amici del morto, anche lui era giovane.
— Sì, ma i giovani non amano i funerali, di solito i vecchi sono in maggioranza: amici dei genitori, amici degli amici, eccetera.
— Da un po' di tempo tu vedi stranezze dappertutto. Se continua così, finirai sul mio lettino.
— Spero di no, voi psicanalisti siete abilissimi a confondere le idee a chi le ha chiare.
— Allora tu non corri alcun pericolo.
— Ah, è questa la tua stima?
— Su, non essere permaloso, sai benissimo che scherzavo.
— Sì, lo so, ma questa volta hai ragione, maledettamente ragione.
— Be', io sono arrivato, torna a casa e non pensare alle stranezze.
— Va bene, ciao. Ci vediamo stasera?
— No, stasera ho un impegno, verrò domani.
— Ah, non sarà quello che penso io?
— Non so quello che pensi tu...
— Ok, ho capito, non vuoi rispondere. A domani allora.
— Ciao, a domani.
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